AMBULATORIO GINECOLOGIA e OSTETRICIA

DIAGNOSTICA GINECOLOGICA e OSTETRICA

Dr.ssa Giulia
Gandolfi Colleoni

Spec. in Ginecologia e Ostetricia

Dr.ssa Silvia
Sansavini

Spec. in Ginecologia e Ostetricia

DIAGNOSTICA GINECOLOGICA

  • Pap test
  • Ecografia pelvica transvaginale
  • Sono-Istero-Grafia (studio cavità uterina)
  • Sono-Istero-Salpingografia (pervietà tubarica)

DIAGNOSTICA OSTETRICA

  • Ecografia ostetrica 3D – 4D 1°, 2° e 3° trimestre
  • Translucenza nucale + BI-Test
  • Ecografia Genetica
  • Ecografia Morfologica di 2° Livello

SCREENING GINECOLOGICO
Questo screening può essere di due tipologie mirate:
Diagnosi di patologie dell’apparato genitale femminile:

  • Visita specialistica ed eventuale Pap-test
  • Esami di laboratorio e dosaggi ormonali
  • Ecografie pelviche sovrapubiche e trans-vaginali
  • Ecografia mammaria con sonde ad alta definizione


Diagnosi di patologie legate alla menopausa:

  • Visita specialistica e eventualmente Pap-test
  • Ecografie pelviche sovrapubiche e trans-vaginali
  • Ecografia mammaria con sonde ad alta definizione
  • Densitometria Ossea Dexa per la diagnosi di osteoporosi

La vita di ogni donna è composta da fasi che si susseguono con un delicato intrecciarsi di equilibri. Fondamentalmente tali fasi sono rappresentate dall’infanzia, dalla pubertà con l’avvio alla vita fertile, e dalla menopausa.

Se della fase infantile se ne occupa principalmente il pediatra, della fertilità e del periodo menopausale se ne occupa il ginecologo.

Periodicamente ogni donna dovrebbe eseguire un controllo ginecologico clinico per la valutazione dell’andamento dei cicli mestruali e delle loro caratteristiche, per l’esecuzione del Pap test, e per l’ispezione e la palpazione delle mammelle.

Se la visita può essere integrata con un controllo ecografico dei genitali interni è possibile valutare la morfologia di utero e ovaie. Operatori esperti con apparecchiature di alta fascia, sono in grado di escludere o caratterizzare patologie come i fibromi uterini, le tumefazioni ovariche, gli impianti profondi di endometriosi, i polipi endometriali e le stenosi tubariche.

Un’ulteriore possibilità di approfondimento diagnostico per queste ultime due patologie è rappresentata dalla sonoisterografia e dalla sonoisterosalpingografia, esami ecografici in cui l’utero viene disteso da acqua o acqua e aria, permettendo una valutazione dinamica e piuttosto precisa della cavità endometriale e della pervietà delle tube.

Il preciso inquadramento delle patologie ginecologiche è quindi fondamentale per una corretta gestione della paziente, sia in previsione di un intervento chirurgico, sia per decidere i successivi controlli.

Una considerazione più approfondita merita la gravidanza, probabilmente il periodo più delicato e prezioso della vita di una donna. Generalmente la donna in gravidanza dovrebbe eseguire un controllo mensile dal proprio ginecologo curante ed eseguire un controllo ecografico ogni trimestre.

Uno degli esami principali del primo trimestre è il test combinato che ha la finalità di stimare un rischio per il feto per la sindrome di Down, la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau. Questo test si compone di tre parti: la 1° riguarda la raccolta dati della mamma, la 2° il dosaggio ematico di Beta-HCG in forma libera e PAPP-A (preferibilmente da eseguirsi tra la 9° e la 10° settimana), e la 3° è rappresentata dall’ecografia con valutazione della plica nucale e studio approfondito della morfologia del feto (da eseguire tra la 11° settimana + 5 gg e la 13° settimana + 6 gg). La sensibilità del test combinato è del 90% e rimane tra le maggiori per quanto riguarda i test non invasivi.

L’ecografia del secondo trimestre è chiamata anche “morfologica” e si esegue tra la 20° settimana e la 22° settimana circa. La possibilità di eseguire un esame di secondo livello aumenta l’accuratezza e la sensibilità diagnostica perché sono più numerose le strutture che vengono esaminate.

In particolare rispetto a un esame standard le principali integrazioni riguardano: scansioni multiplanari del cervello fetale con particolare attenzione alle strutture mediane (corpo calloso e cavo del setto pellucido); valutazione dettagliata del volto (naso, labbra, mascella e mandibola, globi oculari e cristallino) con visualizzazione anche del profilo, dell’osso nasale e della plica prenasale, dettaglio importante correlato al rischio di sindrome di Down;
a livello cardiaco viene eseguita un’analisi completa di atri, ventricoli, valvole cardiache (con studio dei flussi con color doppler e doppler pulsato), origini dei grandi vasi cardiaci (arterie e vene polmonari, le vene cave ed l’arco aortico) e i loro rapporti con la trachea;
il feto infine viene osservato a lungo, in modo da poter studiare la posizione degli arti sia a riposo sia in movimento.

A completare l’esame sono la valutazione della placenta, della lunghezza cervicale e del doppler uteroplacentare, importante parametro che potrebbe allertare il ginecologo su un rischio maggiore per la paziente di sviluppare ipertensione gestazionale e/o rallentamenti della crescita fetale intrauterina.

La possibilità di integrare l’esame bidimensionale con il 3D e 4D rende l’esame più gradevole ai futuri genitori e sicuramente impreziosisce l’esame di dettagli spesso non raggiungibili con metodiche standard.

L’ecografia del terzo trimestre, di solito eseguita tra la 30° e la 32° settimana, non deve più essere considerata solo un esame per la valutazione della crescita fetale.

Dopo la 30° settimana è fondamentale riguardare tutte le strutture anatomiche possibili; ci sono infatti patologie evolutive che si possono vedere solo nel terzo trimestre e pertanto un’ulteriore controllo morfologico dovrebbe sempre essere eseguito in aggiunta a quello biometrico.

Ad oggi, in ostetricia, non siamo ancora arrivati a diagnosticare la totalità delle anomalie fetali, tuttavia, la presenza di operatori esperti e apparecchiature sempre più sofisticate sta aumentando inevitabilmente e favorevolmente la sensibilità diagnostica.

GE VOLUSON S10 3D/4D

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